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Non toccare...
Per chi ha solo il tatto, dirlo non basta

#uncontattochevale

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Oggi.

La distanza di sicurezza, imposta dall'emergenza Coronavirus, per i nostri ospiti è un vincolo enorme, che dice: smetti di sentire, smetti di vedere, non comunicare. Perché per le persone sordocieche e pluriminorate il tatto è l'unico modo di "sentire" il mondo esterno.

Nonostante la chiusura forzata di molti servizi, noi continuiamo a stare al loro fianco, come facciamo da oltre 50 anni. Ma per proseguire il nostro lavoro e garantire la loro salute abbiamo bisogno del tuo aiuto.

Dobbiamo:
  • acquistare al più presto nuovi Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) come mascherine, guanti e tute
  • sostenere i costi di sanificazione e igienizzazione straordinari nei 5 Centri Residenziali a Osimo (AN), Lesmo (MB), Modena (MO), Molfetta (BA), Termini Imerese (PA).
E domani? Pensiamo alla ripresa.

Ce lo chiedono le famiglie che da sole stanno sopportando un carico enorme di fatica e preoccupazione. Lo dobbiamo alle persone e ai bambini sordociechi, con cui abbiamo iniziato percorsi educativo-riabilitativi, che rischiano di perdere i progressi fatti se non riprendono le attività.

Oggi ci stiamo facendo carico di un impegno economico ingente e straordinario che non riusciremo a sostenere ancora molto a lungo.

Infatti non possiamo più contare su parte dei ricavi provenienti dalla Istituzioni perché molto servizi sono stati chiusi a causa dell’emergenza. Per questo, per recuperare fondi e garantire l’aiuto ai nostri ospiti e famiglie, stiamo chiedendo l’aiuto di tutti.

Non abbandonarci.

Aiutaci a mantenere le distanze dal virus, ma non dalle persone sordocieche.

Il tuo sostegno in questo momento è FONDAMENTALE.
Restaci vicino, ci aiuterai a continuare il nostro lavoro, stando accanto a chi non vede e non sente in sicurezza.

Non spezziamo il filo prezioso che unisce un sordocieco al mondo esterno.

#uncontattochevale

Chi siamo
Non poter vedere, sentire, parlare. Sono le premesse per uno stato di isolamento assoluto. Eppure, anche per chi è in questa condizione, esiste lo spazio per entrare in rapporto con gli altri e superare la barriera d’incomunicabilità che lo circonda.
La Lega del Filo d’Oro, da oltre 50 anni, lavora per questo ogni giorno.
L'impatto del Corona Virus
Il Coronavirus ha cambiato la vita di ognuno di noi.
Forse vi starete chiedendo come l’ha cambiata per le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, per le famiglie, gli operatori, il personale medico e per tutti coloro che ruotano attorno alla Lega del Filo d’Oro.